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Interviste Giorgio
view post Posted on 4/12/2008, 20:50Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 30/11/2009, 21:06


eh si...cmq forza juve =)

ALBERTO PER SEMPRE ROMANISTA!!
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view post Posted on 31/12/2008, 15:43Quote
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..."Con la JUVE nel cuore bianconeri si nasce,bianconeri si muore..."

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Chiellini: Inter attenta, il gap si è ridotto

Il difensore bianconero: «Loro, però, devono calare un pò. Nel 2009 vogliamo vincere: non importa cosa. Amauri? Gli ho detto che se non sceglie l'Italia, durante l'amichevole con il Brasile lo picchio...»


TORINO, 31 dicembre - Giorgio Chiellini è uno dei giocatori che, nel 2008, ha mostrato i più grandi miglioramenti. Ormai è una colonna della Juve, ne incarna lo spirito combattivo e la grande fame di vittorie. Il giocatore, in un'intervista a Sky Sport24, ha analizzato il 2008 e ha parlato delle aspettative per il nuovo anno.

IL RITORNO DELLA JUVE - Si parte da una giornata fondamentale della scorsa stagione: la vittoria dei bianconeri a Milano: «Una partita che ci ha fatto provare sensazioni che ci mancavano da due anni: ha sancito il ritorno della Juve ad alti livelli».

RIMONTA SULL'INTER - Questa Inter sembra non fermarsi più, ma la Juve è lì, a soli sei punti: «C'è grosso rammarico perchè se non avessimo avuto quel periodo sfortunato (con tanti infortuni) all'inizio ora staremmo a ridosso dell'Inter. Però in quel periodo ci siamo riuniti, ci ha dato forza, da lì in poi otto vittorie e una sola sconfitta a Milano». Ma la rimonta è possibile? «A parte la questione dei punti, si è proprio ridotto il gap tra le due formazioni, si è visto. Ora per provare a prendere i nerazzurri loro dovranno calare un pò, ma noi ci proveremo fino alla fine».

DI NUOVO TRA LE GRANDI D'EUROPA - Uno dei ricordi più belli che i bianconeri porteranno nel 2009 è la straordinaria vittoria contro il Real Madrid: «È possibile paragonarla con la vittoria di Milano. Se quella partita aveva sancito il ritorno della Juve in Italia, quella del Bernabeu è stato il nostro ritorno in Europa».

VOGLIA DI SUCCESSI - Cosa si aspetta la squadra da questo 2009? «Inutile negare che ci aspettiamo una vittoria, non importa in quale competizione. Ci sarà da lottare ma ci proveremo».

AMAURI-ITALIA - La questione Amauri-Italia sta tenendo banco in questi giorni. Cosa dice Chiellini al suo compagno nelle segrete stanze di Vinovo? «Gli ho detto che gli conviene giocare con l'Italia altrimenti il 10 febbraio (giorno dell'amichevole con il Brasile, ndr.) lo picchio... - sorride il difensore - Comunque lui non si espone più di tanto perchè ancora non ha deciso. È una scelta difficile, la speranza è vederlo con la maglia dell'Italia, ma sarebbe comprensibile anche la scelta del Brasile».

AUGURIO - Cosa si augura per il 2009 a livello personale? «Spero di continuare questa mia evoluzione positiva, non voglio fermarmi qui».



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view post Posted on 12/6/2009, 19:53Quote
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IN DIFESA DEI LIBRI
Giorgio Chiellini, difensore della Juventus e della Nazionale, ci racconta il suo lato privato: «Il tempo di studiare? Si trova».

Giorgio Chiellini è un ragazzo porcospino: prima vedi gli aculei, negli spigoli del volto e del gioco, dopo, se hai coraggio di avvicinarti, la ricchezza che c’è dentro. La sua faccia, con quelle ombre metalliche e decise, sarebbe piaciuta alla pittrice polacca Tamara de Lempicka. L’avrebbe dipinto con indosso un abito elegante, con il fazzoletto bianco all’occhiello come usavano i giovani degli anni Venti.

Invece il Chiellini in carne e ossa arriva in maglietta bianca e la prima cosa che fa è scusarsi di un ritardo che non è un ritardo perché l’appuntamento era elastico. Ce ne sarebbe abbastanza per renderlo atipico nel panorama dell’arte pedatoria. Gli chiediamo di indovinare l’altra ragione della sua singolarità. Azzarda timidamente: «Lo studio?».

Ecco appunto, perché non ha lasciato i libri come quasi tutti i colleghi? «Voglio migliorarmi come persona, tenere la mente attiva, imparare cose utili nella vita. Studio Economia perché mi piace, mi mancano cinque esami alla laurea di primo livello».

S’è messo d’impegno arrivando a Torino, proprio quando i piani alti del campionato gli avrebbero fornito un alibi fantastico per sentirsi arrivato e cogliere al volo la scusa di tutti: «Il tempo non manca: sto da solo, non ho bambini, se mi alleno al mattino ho il pomeriggio libero. Il problema è la concentrazione: l’agonismo assorbe energie mentali, il difficile è trovarne altre per studiare».

Volere è potere

Chiellini trova tutto, forse non per caso anche il modo di non farsi plasmare dal pallone gonfio di immagini alla moda e parole vuote: «Sono me stesso, credo di averlo dimostrato a volte anche sbagliando: ho commesso errori in questi anni. Capita di fare e di dire a caldo cose di cui ci si pente. Questo mi ha dato un’immagine realistica di persona schietta e spontanea. Ma so bene che, nel calcio e nella vita, si dovrebbe contare sempre fino a dieci. Sto imparando».

A patto che contare non significhi snaturarsi, fosse "solo" per timore dello scontro fisico con un attaccante che va via: «Non ho paura, per questo mi faccio male. Ma non potrei cambiare e raggiungere gli stessi obiettivi. Credo che un difensore debba essere essenziale, non bello per forza, e sono conscio di non avere nell’eleganza e nella classe le mie migliori qualità. Se sono cresciuto è perché ho dato il massimo in ogni allenamento. Ognuno ha le sue doti e deve sfruttarle. Conosco i miei limiti e faccio in modo che non escano troppo».

Quei "limiti", se così si possono chiamare, per uno che a neanche 25 anni fa il difensore centrale della Juventus e della Nazionale, hanno fatto di Chiellini il più inglese dei calciatori italiani. Da bambino voleva essere Paolo Maldini, anche adesso se solo potesse: «Arrivare a lui secondo me è impossibile, non c’è il suo erede. Ci sono grandissimi difensori ma nessuno unisce come ha fatto lui eleganza ed efficacia. Il fatto che abbia giocato tra i migliori fino a 40 anni dimostra quanto sia forte. Ho il rimpianto di non averlo visto dal campo quando aveva 25 anni».

Per il calcio vorrebbe «un po’ più di equilibrio», per la vita «l’occasione di rivedere New York, ci sono stato un’ora sola ed è triste viaggiare vedendo soltanto stadi e aeroporti». Nei tempi morti Giorgio addenta libri: «Ora soprattutto di studio, prima divoravo thriller, anche uno a settimana, Folsom, Faletti, Brown, non so se diano dipendenza ma se comincio a leggere non so smettere».

Non solo pagine

Qualche partita alla Playstation si fa, per socialità e anche per far del bene: «Lì faccio anche gol: su e-bay ho invitato i miei tifosi a sfidarmi a Fifa 2010, mi sembrava un’idea carina mettere in vendita un po’ di tempo per fare assieme cose da venticinquenni normali e intanto aiutare la ricerca contro la Sla: siamo dei privilegiati, è sano ricordarsene».

Non è necessario restare prigionieri delle righe del campo per sentirsi di casa nel prato: «Del calcio mi piace l’adrenalina, più sono importanti le partite più bello è, ma fuori la mia sensazione preferita è la tranquillità».

L’ha trovata a Torino? «Sì, non è chiusa come dicono, anche se i torinesi sono più riservati dei toscani. L’Olimpiade l’ha cambiata molto, ha portato una ventata di freschezza. Mi sembra molto più bella di quando sono arrivato e io mi ci trovo benissimo». E in effetti, se non fosse per l’accento, Giorgio Chiellini, con la sua schiva sobrietà, sotto la Mole potrebbe proprio esserci nato.




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view post Posted on 14/8/2009, 13:53Quote
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Chiellini 'Amauri ha scelto l'Italia'

Il difensore della Juventus e della nazionale italiana, Giorgio Chiellini, ha rivelato ai microfoni di Studio Sport che l´ex rosanero Carvalho Amauri avrebbe scelto di vestire la maglia azzurra e non quella verdeoro del Brasile: "Non c´è l´ufficialità ma penso che la sua scelta sia delineata. Speriamo di averlo con noi nella nazionale italiana perchè Amauri è una grande persona e un grande giocatore e può darci una grossa mano".

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